09.01.2018 h 14:43 di  Valtiberina Informa

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Arezzo, sequestrato e chiuso dai Carabinieri Forestali un impianto di autodemolizione e recupero rifiuti

Stando ai risultati delle indagini, nell’impianto erano anche avvenuti centinaia di conferimenti di rifiuti in totale assenza di formulario, quindi privi di ogni tracciabilità, per un valore complessivo stimato di poco inferiore al milione di euro all’anno
Arezzo, sequestrato e chiuso dai Carabinieri Forestali un impianto di autodemolizione e recupero rifiuti
Nella giornata di ieri i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Arezzo hanno provveduto, su disposizione del G.I.P. Piergiorgio Ponticelli, a sequestrare un impianto di autodemolizione, raccolta, recupero e gestione rifiuti metallici situato in Comune di Arezzo. I Carabinieri Forestali hanno infatti accertato che presso tale impianto sono stati illecitamente conferiti nel tempo ingenti quantità di rifiuti ferrosi, raccolti da autotrasportatori non autorizzati al trasporto degli stessi e in assenza dei formulari di identificazioni del rifiuto. Le indagini, condotte da NIPAAF di Arezzo e dalla Sezione di Pg della Procura, hanno avuto inizio nel settembre scorso a seguito di un normale controllo sul trasporto dei rifiuti operato nell’immediata periferia di Arezzo. Nell’occasione erano stati fermati 5 autocarri che avevano appena conferito rifiuti ferrosi al demolitore. Tutti i trasportatori controllati erano sprovvisti di autorizzazione per la raccolta e il trasporto dei rifiuti o avevano una autorizzazione non pertinente per il tipo di attività esercitata. Pertanto nei loro confronti era stato eseguito l’immediato sequestro preventivo degli autocarri con affidamento alla depositeria giudiziaria e la denuncia a piede libero per il reato di gestione illecita di rifiuti. Il controllo si è quindi spostato al centro di recupero che aveva accettato quei rifiuti consentendo, di fatto, il completamento della filiera dello smaltimento illecito. In capo al destinatario vi è infatti la responsabilità e l’obbligo di non accettare conferimenti provenienti da soggetti non autorizzati alla gestione dei rifiuti. Le indagini hanno permesso di accertare che nell’impianto erano anche avvenuti centinaia di conferimenti di rifiuti in totale assenza di formulario, quindi privi di ogni tracciabilità, per un valore complessivo stimato di poco inferiore al milione di euro all’anno. Ciò ha indotto il Pubblico Ministero, dr.ssa Angela Masiello, a svolgere ulteriori accertamenti avvalendosi del gruppo ambiente della Procura di Arezzo e del NIPAAF dei Carabinieri Forestali, a seguito delle quali ha avanzato al Tribunale di Arezzo richiesta di sequestro preventivo dell’impianto. La richiesta è stata accolta dal Giudice per le indagini preliminari Piergiorgio Ponticelli, che nei giorni scorsi ha disposto l’interruzione dell’attività dell’impianto. L’ordine di sequestro è stato eseguito nella giornata di ieri dagli stessi Carabinieri Forestali che hanno svolto le indagini. Queste adesso proseguiranno per meglio accertare l’entità del fenomeno e se sono stati commessi altri reati.

 
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Data della notizia:  09.01.2018 h 14:43

 
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