05.12.2017 h 15:45 di  Valtiberina Informa

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Cattedra e banchi addio, arrivano i nuovi spazi di arredamento. La scuola tifernate San Filippo all'avanguardia in Italia

Cattedra e banchi addio, arrivano i nuovi spazi di arredamento. La scuola tifernate San Filippo all'avanguardia in Italia
Circolo didattico San Filippo
La scuola di San Filippo all’avanguardia in Italia nella progettazione dei nuovi ambienti di apprendimento: in concreto significa pensare e realizzare, come già accaduto a Città di Castello per il plesso ristrutturato della primaria di San Pio X, spazi diversi dalle aule con cattedra e banchi allineati, “che non rispondono più alle esigenze di una didattica moderna e ai nuovi standard del benessere scolastico” ha detto Samuele Borri, direttore della ricerca di Indire, l’istituto nazionale di documentazione pedagogica, promotore di uno specifico studio su tali temi, che ha come oggetto il circolo didattico di San Filippo e la scuola “Alemannenschule” di Wutöschingen in Germania. La presentazione a Città di Castello ha anticipato di qualche giorno quella in programma a Fiera Didacta, manifestazione di riferimento nella progettazione di arredi scolastici in linea con le tendenze più recenti in fatto di organizzazione interna in contesti scolastici. Per l’assessore tifernate alle Politiche educative Rossella Cestini “è la conferma dell’alta qualità di tutti i servizi per l’infanzia, raggiunta, grazie ad una continua sperimentazione e all’influsso innovatore che da Maria Montessori in poi ha sempre distinto il sistema locale. Naturalmente per cambiare ci vuole coraggio e impegno, due caratteristiche a cui i formatori non dovrebbero mai abdicare. Il comune, da parte sua, ha sempre sostenuto tali processi anche economicamente, intervenendo consistentemente nel piano di edilizia scolastica e coniugando alla ristrutturazione sismica un adeguamento anche degli ambienti, in un dialogo costante con i referenti scolastici”. “Anche lo spazio insegna” ha aggiunto Massimo Belardinelli, dirigente del Circolo San Filippo, parafrasando il titolo dato all’esperienza di Indire: “Negli ultimi anni abbiamo rivoluzionato gli spazi in funzione della didattica. Non si tratta di un elemento superficiale ma profondo di come si sta a scuola e di come si impara. La nostra esperienza di riconfigurazione degli ambienti e ibridazione di ambienti originariamente pensati per una didattica trasmissiva, ha fatto nascere gli atelier, i tavoli cooperativi, tanto per citare qualche nome ormai familiare ai genitori e ai bambini che frequentano le nostre scuole. In molti casi abbiamo solo sviluppato intuizioni geniali e ancora straordinariamente attuali del metodo montessori; in altre si è trattato di introdurre modifiche in relazione alle nuove tecnologie, al rapporto non gerarchico tra bambino e insegnante. I riscontri e l’interesse di Indire ci dicono che la strada segnata è quella giusta. Che si tratti di un punto di non ritorno è testimoniato dal fatto che alcune aziende di punta del settore si sono già interessate alle nostre soluzioni, non proibitive dal punto di vista economico dato che implicano in media appena un venti per cento in più di costi aggiuntivi. A Città di Castello abbiamo poi un alleato importante nel comune, che ha sposato il progetto dei nuovi ambienti e sostenuto la sperimentazione”. “Una volta la scuola era l’unico luogo dove un bambino poteva attingere nozioni, competenze; ora non è più così e la scuola deve tenere conto della pluralità delle fonti per definire il nuovo ruolo a cui è chiamata dalle diverse condizioni di società” ha detto Samuele Borri, intervenendo nella palestra di San Filippo, alla presenza di un folto pubblico di bambini, genitori, insegnanti e semplici cittadini, “interessati a quanto stiamo sperimentando, perché la missione della scuola pubblica è fondamentale nel crescere cittadini consapevoli e persone con strumenti per intervenire positivamente nel mondo di oggi. I nuovi ambienti di apprendimento si muovono soprattutto verso una maggiore autonomia dello studente e per una didattica non ricettiva ma attiva”.
A Città di Castello per Indire erano presenti anche il registra dei video, realizzati nelle scuole tifernati, Pino Moscato, la sceneggiatrice Stefania Chipa, i ricercatori L. Tosi, G. Cannella, R. Carro, J. Niewint, G. Nulli.
 
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Data della notizia:  05.12.2017 h 15:45

 
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