14.03.2018 h 09:26 di  Valtiberina Informa

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Citerna: “Indovina chi non viene a cena” è lo spettacolo che apre la VIII edizione della rassegna “E se le donne”

Appuntamento fissato per giovedì 15 marzo alle ore 21 al Nuovo Cinema Smeraldo
Citerna: “Indovina chi non viene a cena” è lo spettacolo che apre la VIII edizione della rassegna “E se le donne”
Ad aprire l’VIII edizione  del calendario 2018 della rassegna “E se le donne” sarà lo spettacolo del 15 marzo alle ore 21.00 con “INDOVINA CHI NON VIENE A CENA”, al Nuovo Cinema Smeraldo.

L’amministrazione comunale di Citerna, in particolare il Sindaco Giuliana Falaschi, dà il via alla rassegna di eventi al femminile proprio in occasione di una giornata particolare, la Giornata Mondiale del Fiocco Lilla, che nasce in America e rappresenta da più di 30 anni la lotta contro i Disturbi del Comportamento Alimentare; Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità, EDNOS…e tante e nuove forme ancora sono problematiche della nostra società, e l’amministrazione ne vuole parlare conferendogli accezione di sensibilizzazione ed informazione sulle maggiori cause, sui devastanti effetti che i DCA determinano nell'individuo e nella famiglia.
Lo spettacolo nasce da una fattiva collaborazione con la dott.ssa Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, direttore della rete DCA USL 1 dell'Umbria che comprende il Centro palazzo Francisci di Todi, il Centro DAI di Città della Pieve e il centro Diurno Nido delle Rondini. Inoltre, è referente scientifico del Ministero della Salute e del Ministero della Gioventù per i disturbi del comportamento alimentare.
Con lei si è voluto strutturare una serata che raggiungesse più obiettivi: SCORAGGIARE il distacco e il disinteresse; ACCRESCERE la consapevolezza a livello individuale ed istituzionale; CREARE una rete di solidarietà volta verso chi ne è colpito, in contrapposizione al disagio relazionale, al senso di abbandono, all'omertà. 
Ha deciso di farlo in modo originale, attraverso un linguaggio diverso che si struttura in spettacolo, che nasce dal materiale elaborato durante i laboratori di teatro e danzamovimentoterapia all'interno del Centro per la cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare "Palazzo Francisci" di Todi.

Lo spettacolo è un collage di testi tratti da “Biancaneve” dei Fratelli Grimm, “Il Signor Veneranda” di Carlo Manzoni,  “Aspettando Godot” di Samuel Beckett e di testi delle stesse interpreti elaborati attraverso improvvisazioni guidate : 20 pazienti ospiti della residenza “Palazzo Francisci” e del Centro Diurno “Il Nido delle Rondini” di Todi.   Ad essere posto in primo piano è il problema del cibo e della tavola, uno degli elementi  cruciali che, assieme al corpo, costellano l’immaginario sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Ad essere esplorato non è però tanto l’aspetto materiale legato al mangiare o al rifiutarsi di mangiare.  

Le partecipanti si interrogano in scena su ciò che avverrebbe se un giorno, in seguito a un incantesimo, dei personaggi perdessero la propria capacità di mangiare e di sedersi a tavola, o quella naturalezza nel darlo per scontato. Situazioni disparate si alternano e si sviluppano attorno a questa premessa ‘assurda’ dipanando, attraverso scenari legato al cibo e alla convivialità, il tema dell’attesa e dell’aspettativa, per giungere infine a toccare la parte più intima del conflitto, che sarà affidata, nella rappresentazione, a scene di movimento e dunque legate all'espressività corporea. Se Il lavoro teatrale permette l’esplorazione dei contenuti del proprio vissuto attraverso l'immedesimazione in un ruolo e in un personaggio diverso, il lavoro a mediazione corporea della danzamovimentoterapia può facilitare l’accesso agli stati affettivi e alla dimensione emotiva legata al corpo e permettere quindi una risignificazione dell'esperienza vissuta. Uno dei tratti distintivi di queste patologie è infatti l'ossessione per il corpo, un corpo offeso e percepito come nemico, vissuto contemporaneamente come mezzo cosmetico e oggetto di rifiuto, spesso additato sul banco degli imputati come causa principale delle sofferenze che affliggono la persona. Lo spettacolo tenta dunque di narrare un processo di consapevolezza   che somiglia al percorso terapeutico, nel quale  si tenta  gradualmente di scardinare l'idea di qualcosa che manca, di un corpo che va corretto, modellato e riaggiustato, e si prova a lasciare spazio a ciò che già esiste e ha bisogno di crescere, liberando attraverso la  gestualità possibilità espressive più profonde.  

L’iniziativa rientra anche nel calendario regionale delle manifestazioni della Regione Umbria in occasione della festa della donna. 
Non resta che venire a vederlo e trasferire il messaggio a nuovi spettatori.
 
Edizioni locali collegate:  Citerna

Data della notizia:  14.03.2018 h 09:26

 
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