01.08.2016 h 11:52 di  Valtiberina Informa

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XXXII Premio Pieve Saverio Tutino 16-17-18 settembre 2016: Le otto storie finaliste

In primo piano i temi della giovinezza e del viaggio, ma anche i grandi temi della storia del Novecento italiano
XXXII Premio Pieve Saverio Tutino 16-17-18 settembre 2016: Le otto storie finaliste

Sono vite vissute con intensità, sconvolte dalla guerra, messe a dura prova della malattia, stravolte dall'incontro con le droghe. Ma sono anche vite ricche di emozioni: gioia, paura, speranza nel futuro. Sono vite che raccontano oltre un secolo di storia quelle scritte negli otto diari finalisti del 32esimo Premio Pieve Saverio Tutino, promosso dall'Archivio diaristico nazionale, che si terrà a Pieve Santo Stefano dal 16 al 18 settembre.

 

Pagina dopo pagina nei diari, negli epistolari e nelle memorie selezionati dalla giuria popolare tra 100 testi in concorso si leggono non solo vicende personali ma anche vicende collettive che hanno segnato la storia del nostro paese.

 

LE STORIE

Le otto storie arrivano da tutta Italia. Dalla più antica, datata 1899, alla più recente, ancora non conclusa e in via di quotidiano aggiornamento: ripercorrono l'intero Novecento. Raccontano il secolo breve nella sua essenza, attraverso sentimenti ed emozioni, ma anche con lucide – a volte ironiche – analisi della società contemporanea.

C'è la storia di Chandra, giovane “furia” che si salva dalla dipendenza dalle droghe grazie ad una ricerca di se stessa e grazie anche all'arrivo di un figlio. C'è quella di Cinzia, una mamma che negli anni Novanta si trova ad affrontare la più drammatica delle situazioni: la malattia e la morte di una figlia piccola. E poi c'è la vita votata all'arte di Fausto, pittore talentuoso che racconta il proprio mondo in un diario in cui la realtà è vista da una prospettiva artistica. 

Ci sono anche storie d'amore, come quella raccontata nelle lettere che si scambiavano Camillo e Ada, incuranti di un'Italia e un'Europa stravolte dalla seconda guerra mondiale, e in quelle che, negli anni Venti, si inviavano in un intenso carteggio Giulio ed Emma. Lui era un operaio metallurgico, lei una sarta, amavano entrambi studiare, leggere e avevano una precisa visione, anche politica, della società degli anni Venti. Nel loro breve epistolario c'è parte di una storia che poi andrà avanti nonostante l'arresto di Giulio per cospirazione politica (che lo porterà al confino alle Tremiti). Dopo la Guerra, il riscatto: Giulio diventerà deputato della Repubblica per il Partito Comunista. 

Poi c'è il salto nel buio rappresentato da un avventuroso viaggio nel cuore dell'Africa all'inizio del Novecento di Giulio Cesare, medico 23enne ingaggiato in Congo nelle fila della milizia coloniale belga. Il giovane partì nel 1899, lo stesso anno nel quale iniziò la pubblicazione di Cuore di Tenebra di Conrad.

Mentre a ricordarci cosa è stata la guerra c'è la storia di Ivano, cresciuto negli anni del regime fascista in una famiglia di comunisti pronti a sacrificare i propri ideali per crescerlo in sintonia con quella che era la società del tempo. Ivano abbraccerà i dettami del regime e solo dopo il conflitto mondiale, una volta adulto, prenderà la sua strada che lo porterà a sua volta ad aderire al PCI.

Ci sono quindi le riflessioni ironiche, pungenti e a volte amare, di un Marcello, italiano che vive in Spagna e che guarda da lontano l'attuale realtà italiana.

 

COMMENTI

 

Natalia Cangi, direttrice organizzativa Archivio dei Diari

“Sono storie che in molti casi esplorano i mondi interiori dei diaristi – spiega Natalia Cangi, direttrice organizzativa dell'Archivio dei diari. Le paure, le speranze gli aspetti più introspettivi trovano nella scrittura una dimensione per essere raccontati. Ci sono due temi ricorrenti che si ritrovano nei testi. Il primo è quello della “giovinezza”, divorata nel caso di Chandra, avventurosa in quello di Giulio Cesare. Ma anche la giovinezza negata della piccola Vera, la figlia di Cinzia. La giovinezza segnata dall’innamoramento e da scelte di vita difficili in contesti storici delicati, come quella di Camillo e Ada, e di Giulio. La giovinezza che non impedisce a Ivano di sviluppare una coscienza critica e quella, infine, che dà a Marcello l’entusiasmo per lasciare l’Italia e a cercare felicità all’estero. 

L'altro tema è proprio il viaggio, inteso non solo come spostamento, ma anche come viaggio alla ricerca di sé. E nel percorso di molti diaristi, la ricerca di sé appare esplicita e lega molte di queste storie. 

A fianco di questi aspetti ricorrono anche i grandi temi del Novecento, primo tra tutti la guerra. E al secondo conflitto mondiale sono dedicate intense pagine di lettere e memorie. Un evento che colpì e scosse le coscienze e che in tantissimi hanno sentito il bisogno di raccontare sulla carta. E così trapela nelle lettere degli innamorati, nelle memorie di chi, in quegli anni, era solo un bambino. Sempre alla scrittura si affidano poi i sentimenti più difficili da esprimere: l'immenso dolore per la morte di un figlio, la ricerca di una propria dimensione e di una propria identità, la speranza in un futuro diverso, ma anche la delusione o la disillusione di fronte alla società attuale”. 

 

Fabio Pecorari, Direttore Generale Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo

“La Banca di Anghiari e Stia guarda da sempre ai bisogni del territorio ed alle necessità delle persone che nel territorio trascorrono la propria vita. La vita fatta di alti e bassi, di bisogni che mutano con il passare del tempo. Bisogni degli anziani, dei giovani, dei lavoratori, degli imprenditori, degli agricoltori e degli artigiani. Per sintetizzare oltre 110 anni di storia occorre spesso affidarsi alla memoria, perché per essere al passo con i tempi, per soddisfare i bisogni del presente ed anticipare quelli di domani occorre sempre rammentare da dove siamo partiti. Le nostre Banche, allora Casse Rurali, sono nate in gran parte alla fine dell'800 ed agli inizi del '900 in un periodo di estrema povertà, quando la piaga da debellare era l'usura. 

La funzione di sostenere le poche attività economiche ed i molti agricoltori delle nostre terre furono lo scopo della Casa Rurale di Anghiari, nata come costola del Comizio Agrario (il Consorzio dell'epoca).

Abbiamo deciso di legare il nome della Banca a quello del Premio Pieve Saverio Tutino perché valorizzare la memoria ci aiuta a capire il futuro ed a comprenderne i nuovi bisogni.

L’edizione del Premio di questo 2016 si occupa di migrazioni. Migrazioni vecchie e nuove, ma con un elemento comune: sono le persone che migrano. Un tempo erano i nostri concittadini, oggi sono gli africani, i mediorientali o gli asiatici che arrivano da noi. Sono persone che arrivano cariche di un peso talvolta insopportabile. 

Noi siamo persone, le nostre comunità sono fatte di persone e la nostra Banca è fatta di persone. Ed è importante ascoltare le storie, capire i motivi, conoscere per aiutare chi ha bisogno.

Il Premio e l'Archivio ci aiutano in questo. Sta a noi mettere al servizio delle nostre comunità le intelligenze e le forze per renderci utili, ognuno per la propria parte. 

La Banca sostiene la realtà dell'Archivio, come tante altre iniziative del territorio, perché la cultura ha bisogno del sostegno delle istituzioni. La Banca riceve molto dal territorio in cui opera e cerca di restituire una parte di quello che produce investendo nelle iniziative che rappresentano le eccellenze del territorio stesso. 

Il Movimento del Credito Cooperativo nazionale sta attraversando un momento di profonde trasformazioni e le nostre Banche sono chiamate a rafforzarsi unendosi in un Gruppo Bancario Cooperativo, che ha lo scopo di rendere "più sicuro" il Sistema e più efficienti le Banche. I nostri soci rimarranno sempre al centro del nostro interesse, perché sono le persone che rendono vivo e attuale il ruolo delle nostre piccole banche di comunità, che con la Riforma diventeranno più efficaci pur restando legate al territorio e continuando a sostenere le iniziative e le eccellenze come quella del Premio Pieve Saverio Tutino della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale”.

 

Andrea Sereni, Presidente Camera di Commercio di Arezzo 

La Camera di Commercio di Arezzo è ancora al fianco della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e del  Premio Pieve “Saverio Tutino”, che, ormai giunto alla sua trentaduesima edizione, dell'Archivio Diaristico Nazionale, si colloca,  a pieno titolo,  tra gli  appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano costituendo peraltro un  prezioso strumento per la valorizzazione e la promozione del nostro territorio.  Tutto questo è reso possibile dall'impegno e dal  lavoro  dei volontari  e delle istituzioni coinvolte, ad iniziare dal  Comune  di Pieve Santo Stefano,  che proseguono il percorso  avviato da Saverio Tutino e ai quali va il sincero ringraziamenrto dell'Ente camerale.

 

SCHEDA TECNICA

 

La Commissione di Lettura - La commissione di lettura del Premio ha selezionato gli otto testi finalisti tra gli oltre cento che sono giunti all’Archivio diaristico nazionale nel corso dell’ultimo anno. Fanno parte della commissione: Luisalba Brizzi, Rosalba Brizzi, Natalia Cangi (presidente), Ivana Del Siena, Patrizia Dindelli, Laura Casucci, Elisabetta Gaburri Gabriella Giannini, Adriana Gigli, Valeria Landucci, Riccardo Pieracci, Carlo Zanelli

 

La Giuria Nazionale - Il vincitore sarà decretato il prossimo 18 settembre dalla Giuria Nazionale composta da: Guido Barbieri, Camillo Brezzi, Natalia Cangi, Pietro Clemente, Gabriella D’Ina, Beppe Del Colle, Vittorio Dini, Patrizia Gabrielli, Paola Gallo, Antonio Gibelli, Lisa Ginzburg, Roberta Marchetti, Melania G. Mazzucco, Annalena Monetti, Maria Rita Parsi, Sara Ragusa, Stefano Pivato, Nicola Tranfaglia

 

Gli otto finalisti

 

Marcello Caprarella Sotoverde

Ivano Cipriani – Balilla Blues

Camillo Forghieri e Ada Tonelli – Camillo e Ada

Chandra Ganapati – Furia Chandra

Cinzia Pinotti – Vera

Giulio Cesare Scatolari – Millenovecento Africa

Gioia Turchi – Tre e settantaquattro

Fausto Vagnetti – Chiaroscuro

 

Lista d’Onore (Stilata dai componenti della commissione di lettura del Premio, che esprimono così il desiderio di conoscere alcuni autori dei testi che non sono giunti alla fase finale) 

 

Serafino Campori scelto da Ivana Del Siena

Isidoro Danza scelto da Rosalba Brizzi e Adriana Gigli 

Giuliano Dondi scelto da Gabriella Giannini

Antonio Livorno scelto da Natalia Cangi

Marcello Mugnaini scelto da Luisalba Brizzi e Laura Casucci

Sergio Neppi scelto da Elisabetta Gaburri e Riccardo Pieracci 

Tiziano Recrosio scelto da Carlo Zanelli

Giovanni Sanvitale scelto da Valeria Landucci

 

Premio speciale “Giuseppe Bartolomei”

Ex aequo

Ugo Sernini Cucciatti

epistolario 1889-1891

 

Luigi Tramontano

memoria 1820-1866

 

Premio per il miglior manoscritto originale

Selene Balestreri - Luigi Lazzarini

epistolario 1935 - 1939

 
 
Edizioni locali collegate:  Pieve S. Stefano

Data della notizia:  01.08.2016 h 11:52

 
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