15.10.2015 h 10:51 di  Valtiberina Informa

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Sabato 17 ottobre a Palazzo Vitelli di Città di Castello la presentazione del Volume: "Burri “esistenziale”

Sabato 17 ottobre a Palazzo Vitelli di Città di Castello la presentazione del Volume: "Burri “esistenziale”
Locandina della presentazione
In concomitanza con la mostra Terrae. La ceramica nell’Informale e nell’arte contemporanea, a cura di Lorenzo Fiorucci, verrà presentato il volume antologico degli scritti di Enrico Crispolti sul pittore di Città di Castello: Burri “esistenziale” (Macerata, Quodlibet, 2015), secondo volume della collana “Biblioteca Passaré. Studi di arte contemporanea e arti primarie”, diretta da Luca Pietro Nicoletti.
 
A cent’anni dalla nascita di Alberto Burri (1915-1995), questo volume, promosso dalla Fondazione Alessandro Passaré di Milano (www.fondazionepassare.com) ripropone gli scritti di Enrico Crispolti, uno dei più acuti e penetranti interpreti della sua opera, in un’ampia silloge che, spaziando dal 1957 fino al secondo decennio del XXI secolo, ripercorre il denso rapporto fra il critico e l’artista. Sulla scorta della letteratura più agguerrita (Villa, Sweeney, De Mandiargues e Arcangeli), ma prima dell’importante monografia di Cesare Brandi del 1963, l’allora giovanissimo storico dell’arte romano per primo aveva offerto un’interpretazione in chiave esistenzialista della pittura di Burri. L’opera di Jean-Paul Sartre, fino ad allora messa in rapporto con il lavoro di artisti quali Fautrier e Wols, si dimostrò, nell’analisi di Crispolti, particolarmente adatta a decifrare il pessimismo radicale, privo di orizzonti e di speranza, che forniva la base concettuale alla materia combusta e lacerata di Burri. Il critico metteva già allora in evidenza il significato filosofico dell’uso di materiali eterodossi in funzione pittorica: il sacco bruciato e rattoppato, la plastica toccata dalla fiamma, la lamiera di ferro saldata rimangono nella dimensione compositiva del quadro, ma trasferiscono nel suo spazio la loro insopprimibile evidenza di oggetti quotidiani e, allo stesso tempo, diventano una metafora immediata della carne ferita, della caduta esistenziale, tanto materiale quanto psichica.
 
Enrico Crispolti è nato nel 1933 a Roma, dove risiede e si è formato (allievo di Lionello Venturi). Già ordinario di storia dell’arte contemporanea nell’Università di Siena (ove per una ventina d’anni ha diretto la Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte), e precedentemente nell’Accademia di Belle Arti di Roma, e nell’Università di Salerno. Storico dell’arte e critico militante, da metà degli anni Cinquanta ha curato numerosissime mostre e rassegne su momenti ed aspetti della ricerca artistica contemporanea (fra le quali le “Alternative attuali” a L’Aquila), collaborando a diverse edizioni di Biennale di Venezia e Quadriennale di Roma. Autore di fondamentali monografie e di alcuni “cataloghi generali” (in particolare di Baj, Fontana, Guttuso, Vacchi, Moreni, Corona), e di molte altre pubblicazioni e carteggi. Fra i maggiori studiosi del Futurismo (ultimamente autore di Nuovi Archivi del Futurismo. Cataloghi di esposizioni, De Luca, Roma 2010) e dell’Informale, si è occupato di Pop Art, Neoespressionismo, Arte ambientale e partecipativa, nonché di iconologia del contemporaneo, e di metodologia, sia formativa, sia catalogica (www.archiviocrispolti.it).
 
La presentazione rientra tra gli eventi collaterali della mostra Terrae curati da Lorenzo Fiorucci e  Simona Baldelli, promossi da Il Poliedro e dal comune di Città di Castello per Pinacoteca Contemporanea
 
Edizioni locali collegate:  Città di Castello

Data della notizia:  15.10.2015 h 10:51

 
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