14.11.2012 h 15:28 di  Valtiberina Informa

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Una Gerusalemme sul Tevere. L'Abbazia e il Burgus Sancti Sepulcri

Dal 22 al 24 novembre presso il Teatro Convitto Regina Elena
Una Gerusalemme sul Tevere. L'Abbazia e il Burgus Sancti Sepulcri
L’anno della celebrazione del millenario della Cattedrale e della città di Sansepolcro ha offerto alla Diocesi di Arezzo – Cortona – Sansepolcro e al Comune di Sansepolcro l’occasione per organizzare un convegno di studi storici per approfondire la conoscenza della storia più antica della città stessa e dell’edificio ecclesiale attorno al quale questa si è sviluppata. Il convegno avrà come tema UNA GERUSALEMME SUL TEVERE. L’ABBAZIA E IL «BURGUS SANCTI SEPULCRI» (SECOLI X-XV) e si terrà a Sansepolcro nei giorni 22-23-24 novembre 2012, nella prestigiosa sede del teatro del Convitto “Regina Elena” (Via San Bartolomeo 1).

Il convegno è stato fortemente voluto dall’arcivescovo Riccardo Fontana e dal sindaco Daniela Frullani ed è organizzato in collaborazione con la Fondazione «Centro italiano di studi sull’alto medioevo» e il Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici in Umbria e coinvolge sedici studiosi di consolidato profilo scientifico.

Il programma si articola in tre parti. Una prima, di carattere introduttivo, con una relazione di Franco Cardini (Università degli Studi di Firenze), tra i massimi esperti di storia religiosa del medioevo italiano, che aprirà i lavori con un intervento su tema Il pellegrinaggio a Gerusalemme nei secoli X-XI, collocando così nel più ampio contesto storico coevo l’episodio dell’arrivo di pellegrini nella località allora detta Noceati e della fondazione di un ospizio, o oratorio, per custodire le reliquie del Santo Sepolcro. Il mito delle origini come tema storiografico sarà presentato da Gian Paolo Giuseppe Scharf (Università degli Studi dell’Insubria), che analizzerà il modo in cui, nella tradizione locale, il fatto è stato narrato, fino a costituire un vero e proprio “mito delle origini” attraverso il quale sia la Chiesa che la città di Sansepolcro nel tempo hanno rappresentato se stesse. In tale contesto culturale si colloca sia la cronaca latina del 1454, attribuita a un anonimo monaco camaldolese, sia l’affresco della Resurrezione di Piero della Francesca nel palazzo comunale. Questa prima sessione di lavori sarà presieduta da Enrico Menestò, presidente della Fondazione Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo.

La seconda sezione del convegno è dedicata alla storia della cattedrale, fino al 1520 abbazia camaldolese, cui sono dedicate le relazioni di Giovanni Spinelli (Centro Storico Benedettino Italiano) su Monasteri benedettini lungo il dorsale appenninico tosco emiliano all’indomani dell’Anno Mille; Giovanni Riganelli (Deputazione di Storia Patria per l’Umbria) su L’Alta Valle del Tevere tra la guerra greco-goti­ca e la “rinascita” dell’XI secolo; Nicolangelo D’Acunto (Università Cattolica del Sacro Cuore) su Tra papato e impero: l’abbazia di Sansepolcro nei secoli XI-XII; Cecile Caby (Université Nice – Sophia Antipolis) su L’abbazia di Borgo Sansepolcro nell’ordine camaldolese (secoli XII-XV); Andrea Czortek (Istituto Teologico di Assisi) su I monaci e gli altri. Abati, vescovi, comune e Or­dini mendicanti a Sansepolcro nei secoli XIII-XIV. Un interesse particolare è dedicato alla storia dei culti, con la relazione di Pierluigi Licciardello (Università degli Studi di Firenze) su Il culto dei santi a Sansepolcro nel Medioevo e la comunicazione di Giuliana Maggini (Associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere) a proposito de Il Volto Santo di Sansepolcro.

Alla storia architettonica e artistica del millenario complesso dell’antica abbazia, oggi cattedrale ed episcopio, sono dedicate le relazioni e comunicazioni di Matteo Mazzalupi (Università degli Studi di Firenze) dal titolo Il volto perduto dell’abbazia: spazi e opere nel Quattrocento; Caterina Tristano (Università degli Studi di Siena), che parlerà di Biblioteca e manoscritti dell’abbazia: contributi per una storia della cultura a Sansepolcro nel medioevo; Cecilia Martelli (Firenze) su Bartolomeo della Gatta nell’abbazia di Sansepolcro; Giovanna Benni (Università degli Studi di Perugia) dal titolo L’abbazia di Sansepolcro: indagine archeologica; Giovanni Cangi (Polo Tecnico “Franchetti – Salviani” di Città di Castello) che presenterà i risultati di una indagine sul tema Vicende storiche e costruttive del Duomo di Sansepolcro. Nuovi contributi dai risultati di un’esperienza didattica; Alessio Monciatti (Università degli Studi di Siena) su Le opere pittoriche dell’antica abbazia di Sansepolcro; Liletta Fornasari (Accademia Petrarca) sul tema Le “robbiane”.

Il convegno costituirà l’occasione per analizzare un argomento di storia locale uscendo però dall’ambito strettamente localistico e collocando l’abbazia di Sansepolcro entro il più ampio contesto della storia monastica medioevale in generale e camaldolese in particolare. Interessanti le novità annunciate da alcuni relatori, grazie anche al ricorso a metodi d’indagine innovativi, sia sul piano dello studio storico che su quello dell’utilizzo delle nuove tecnologie (queste ultime in particolare per quanto riguarda l’analisi strutturale dell’edificio). Le relazioni permetteranno di conoscere la storia più antica dell’abbazia e le fasi del suo affermarsi come polo aggregatore delle popolazioni circostanti, così come lo stretto legame con l’Impero, che però non escluse un costante rapporto con il Papato. Questa storia assume, dagli inizi del XIII secolo, un carattere del tutto peculiare con l’aprirsi della vertenza giurisdizionale tra l’abate di Sansepolcro e il vescovo di Città di Castello, che però non può essere considerata come filo-rosso di tutta la storia medioevale cittadina. Sulla scena, infatti, dalla seconda metà del XII secolo entra anche il comune, il quale si rapporta in maniera autonoma sia nei confronti dell’abate che nei confronti del vescovo. Con i primi decenni del XIII secolo, poi, la presenza di ben tre Ordini mendicanti (Frati Minori, Eremiti di sant’Agostino e Servi di Maria) arricchisce ulteriormente la vita religiosa e, allo stesso tempo, contribuisce a sfaldare il monopolio abbaziale, che avrà formalmente termine nel 1301 con la cessione al comune dei diritti signorili sul Borgo. Il XIV secolo è segnato dalle difficoltà legate alla peste (1348) e ai terremoti (1352-1353), ma anche dal tentativo di risolvere la vertenza giurisdizionale (1363). Al contrario, nel XV secolo proprio la vertenza con il vescovo viene riaperta per avviare quel processo che porterà, anche a seguito dell’ingresso di Sansepolcro nel dominio fiorentino nel 1441, alla costituzione di una propria diocesi nel 1520. In questo contesto storico si sviluppa un considerevole tessuto culturale, ben rappresentato dalle opere pittoriche e scultoree dell’abbazia, e religioso. Quest’ultimo sarà studiato dalla particolare prospettiva dei culti santorali, anche attraverso l’analisi di una produzione artistica tre-quattrocentesca di grande qualità e oggi conservata in parte ancora in loco e in parte in alcuni tra i maggiori musei europei e statunitensi.

La partecipazione ai lavori del convegno è aperta a tutti gli interessati. Per favorire la presenza d giovani studiosi sono messe a disposizioni 20 borse di studio.
 
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Data della notizia:  14.11.2012 h 15:28

 
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